Trullo in Valle d’Itria II

Recuperare un trullo significa smontarlo e rimontarlo con le stesse procedure di un tempo, è proprio questa la maggiore difficoltà. L’architetto deve cimentarsi con un restauro filologico, deve saper osservare. Precedentemente utilizzato come cantina, conservava ambienti distribuiti su una pianta razionale. Un lungo lavoro di restauro sulle pietre ha permesso di rendere abitabili le stanze corrispondenti ai cinque coni e alle due lamie facendo si che si restasse fedeli ai materiali e alle tecniche tradizionali di realizzazione e di finitura. Le pareti sono state rivestite a più strati di calce al fine di ottenere una parete irregolare. Le pareti dei bagni sono rivestite con la stessa tecnica di rivestimento delle cisterne per la raccolta delle acque, con un impasto di cemento e pigmenti naturali che richiamano i colori della terra della campagna circostante. Gli infissi in legno, dipinti blu indaco, sono di estrema semplicità, così come gli arredi e i tessuti in lino grezzo. Una tettoia di cannucciato leggera crea insieme al grande albero di Carrubo la zona d’ombra per la piscina inserita nel contesto, ma volutamente decentrata rispetto al corpo principale, la pietra è utilizzata per il solo bordo e il cocciopesto con le sfumature dei colori della terra per l'area circostante.